Frammenti d'innovazione

Idee ed esperienze sulla didattica a distanza per una scuola dell’inclusione

A cura di Gian Carlo Cerruti (coordinatore), Domenico Chiesa, Nunzia Del Vento, Rocco De Paolis, Francesca La Torre, Mirella Pezzin, Benedetto Spagnuolo



Le scuole sono chiuse da molti mesi ed è assai probabile che l’avvio del prossimo anno scolastico avvenga in condizioni molto problematiche. L’attuale Didattica a Distanza è stata ed è tuttora una risposta emergenziale per cercare di limitare i danni di una lunga chiusura. Non può essere pensata come un sostituto funzionale della scuola in presenza. Tuttavia, è un’attività percorsa da iniziative originali e di grande valore, nate con l’intento di mantenere viva la relazione educativa d’insegnamento/apprendimento e contrastare i fenomeni di esclusione dai processi di istruzione che colpiscono duramente le fasce più deboli degli studenti.

In questa situazione ISMEL ha ritenuto utile promuovere occasioni di incontro tra insegnanti, genitori e studenti delle scuole impegnati a riflettere su come creare una comunità educante e di apprendimento nelle circostanze date e come avviare forme di didattica inclusiva.

In sostanza il progetto Frammenti di innovazione intende dar voce e raccontare queste diverse esperienze e offrire un’opportunità per la loro condivisione. Come? Attraverso brevi “racconti”, video registrati di come si è cercato di fare scuola in questa situazione inedita e difficile: tre o quattro persone – insegnanti, genitori, studenti diversamente combinati tra loro – si incontrano per mezz’ora e confrontano le loro idee ed esperienze, i successi e gli insuccessi, le emozioni provate e le difficoltà incontrate, il rapporto con i colleghi e la solitudine di un lavoro isolato. Quel che vuole restituire è un’immagine della scuola reale, che affronta le sfide del presente senza rassegnazione, ricercando innovazione e mantenendo un forte ancoraggio all’idea di includere tutti nei processi del sapere.

Gli incontri qui presentati sono raggruppati per ordini di scuola e contrassegnati da un titolo che indica il tema su cui si è concentrata la discussione del gruppo. 

Si tratta di un progetto aperto alla collaborazione di quanti stanno operando nella scuola: chi volesse partecipare o singolarmente o in gruppo con altri colleghi è il benvenuto e può mettersi in contatto con Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Il progetto fa parte delle attività preparatorie alla Settimana del Lavoro 2020. Formazione: costruire il futuro, prevista per il 19-24 ottobre 2020.


Guarda i video

La scuola dell'infanzia

La scuola dell’infanzia al tempo del coronavirus
Un confronto tra insegnanti e genitori sulle modalità che le scuole dell’infanzia hanno attivato per tenere i rapporti con le famiglie e i bambini, sul ruolo dei genitori e sulle difficoltà incontrate. Quali attività sono state programmate e proposte per sostenere i bambini di 5 anni e come si è attivata la continuità tra gli ordini di scuola per il loro passaggio.
Con Cristina Vergari, Loretta Deluca, Maria Gagliano, Italo Patella. Introducono Nunzia Del Vento e Mirella Pezzin.

Riflessioni, emozioni, timori nelle famiglie della scuola dell’infanzia
In questo periodo di emergenza i genitori si sono trovati a dover mediare il rapporto con le insegnanti della scuola dell'infanzia e i loro bambini attraverso la didattica a distanza. Si è richiesto uno sforzo notevole nella gestione familiare in termini di tempo e organizzazione; per questo si è pensato di raccogliere le esperienze dei genitori.
Con Valentina Dell'Oste, Giulia Corcella, Patrizia Rolle, Miriam Capuzzo. Introduce Mirella Pezzin

Scuola a distanza: cosa abbiamo salvato, cosa è mancato di più, quali irrinunciabili abbiamo scoperto della continuità tra scuola dell'infanzia e scuola primaria
Una testimonianza di come le scuole hanno tentato di curare l'aspetto della continuità nonostante la distanza e una riflessione, partendo dall'esperienza, su ciò che può essere rivisto o potenziato e che merita più attenzione nelle future pratiche di passaggio tra gli ordini di scuola.
Con Debora Alessi, Claudia Pavani, Egle Bosio, Valentina Cardinali. Introduce Mirella Pezzin

Piccoli esperimenti di DAD nella scuola dell'infanzia
Nella scuola dell'infanzia, data l'età dei piccoli allievi, è stato molto più complicato attivare percorsi innovativi di didattica a distanza. Ma in alcuni istituti, grazie alla collaborazione tra docenti e famiglie, alcuni piccoli esperimenti hanno confermato che la scuola è viva e attiva.
Con Franca Dondo, Cristina Bormida, Maria Paola Minetti, Giulia Di Menza, Dora Natta. Introduce Nunzia Del Vento

La relazione educativa nella scuola dell'infanzia
La scuola dell'infanzia si è attrezzata per mantenere la relazione educativa con i bambini, ha cercato di conservare i riti di passaggio e ha curato l'inclusione.
Con Simona Remor, Clementina Procopio, Rosa Pitari. Introduce Nunzia Del Vento

La didattica a distanza coinvolge tutti i bambini?
Le insegnanti attraverso il racconto della loro esperienza evidenziano l'impatto che la DaD ha avuto su di loro, sui bambini in generale e nello specifico sui disabili e i bambini con bisogni educativi specifici.
Con Donatella Maritano, Eleonora Col e Irene Lipparini, insegnanti dell'istituto comprensivo di Avigliana e Buttigliera Alta Rosta. Introduce Mirella Pezzin.

La scuola primaria

Utilizzo della DAD: che cosa è successo dopo il primo momento di smarrimento e che cosa ci resterà?
La Pandemia ha colto tutti di sorpresa, la scuola è stata chiusa dalla metà di febbraio con molte incertezze. Dopo il primo momento di smarrimento i collegi dei docenti si sono organizzati creando comunità per la formazione così da mettere in grado tutti i docenti di accedere a piattaforme comuni e poter raggiungere tutti gli studenti. La scuola ha dovuto reinventare una nuova didattica che tutelasse le relazioni e le competenze da mettere in campo. Le famiglie sono state risorse per la preziosa mediazione che hanno agito insieme ai loro figli.
Con Annarosa Iacovino, Nella Bruno, Giulia Lombardo. Introduce Nunzia Del Vento.

La valutazione ai tempi della DAD: come è possibile valutare questo anno scolastico?
La scuola è arrivata al termine di questo complicato anno scolastico. Gli studenti dovranno essere valutati, ma quale valutazione può adattarsi ad una situazione emergenziale? Le famiglie hanno dovuto mediare i saperi soprattutto nel primo ciclo, il voto in decimi è uno strumento adatto per valutare un contesto che poco ha a che fare con la scuola?
Con Daniela Braidotti, Luisa Girardi, Donata Baccelliere. Introduce Nunzia Del Vento.

L’organizzazione della DAD per gli alunni con disabilità e problemi di apprendimento
Come si è organizzata la scuola per mantenere vivo il rapporto con i bambini disabili e con problemi di apprendimento? L’esito non era scontato soprattutto in contesti di povertà educativa o alla presenza di gravi disabilità. La volontà degli insegnanti ha comunque trovato un canale comunicativo che ha coinvolto le famiglie in un percorso di crescita insieme ai loro figli.
Con Vanda Losco, Carolina Chiariglione, Cinzia Cavaglià. Introduce Nunzia Del Vento.

DAD e coinvolgimento delle famiglie: "La buonanotte dall'Isola dei libri" - ogni sera una storia o una favola online
Un progetto per mantenere un legame e una vicinanza emotiva con i bambini e le loro famiglie. La comunità stretta attorno alle parole delle storie lette dalle maestre per non far sentire soli i bambini e le famiglie, per ritrovare serenità e conforto dalle preoccupazioni e dai timori con cui tutti si sono confrontati.
Le letture della buonanotte sull'isola dei libri
Con Maria Paola Minetti, Liliana Tomaino, Luisa Bernardini, Chiara Governa, Paola Frigerio. Introduce Mirella Pezzin.

La formazione della comunità d’apprendimento nella DaD
I docenti sono riusciti a coinvolgere gli studenti? La didattica a distanza favorisce l’inclusione o l’esclusione? Cosa funziona meglio e cosa peggio nella DAD.
Gli insegnanti attraverso il racconto dell’esperienza s’interrogano e riflettono sull’impatto che la Dad ha avuto su di sé, sugli allievi; in termini cognitivi affettivi e relazionali e come la condivisione della formazione, per rispondere all'emergenza, ha saldato i rapporti di cooperazione tra gli insegnanti.
Con le insegnanti di un Istituto Comprensivo della provincia di Torino. Coordina Mirella Pezzin.

La costruzione della relazione educativa e didattica
La scuola primaria ha diversificato i suoi interventi a seconda delle classi frequentate dagli allievi. Le risposte emotive hanno condizionato la Dad e sconvolto orari e funzioni dei docenti.
Con Norma Moretto, Giuseppina Multari, Carla Valsiga docenti presso la scuola primaria Anna Frank di Leini. Introduce Nunzia Del Vento.

L'esperienza della DAD in un Istituto Comprensivo di Alessandria
La scuola si è messa in gioco scoprendo le potenzialità degli strumenti informatici.
Con Barbara Assunto, Leda Ricciardelli, Davide Bellini docenti presso l’Istituto Comprensivo Bono di Alessandria. Introduce Nunzia Del Vento.

Inclusione e disabilità
Partecipano gli insegnanti e un genitore di un alunno disabile di una scuola della provincia di Torino.
La testimonianza di come gli alunni fragili e le loro famiglie hanno vissuto la didattica a distanza e come le insegnanti hanno nelle difficoltà cercato di garantire il diritto allo studio a tutti. Con la consapevolezza che molto si dovrà investire per trovare le modalità più adeguate per rispondere ai nuovi bisogni e fragilità degli allievi, che a settembre ci si ritroverà ad affrontare.
Con le insegnati di una scuola primaria di Torino. Introduce Mirella Pezzin.

La scuola secondaria di primo grado

Strumenti informatici in ambito scolastico: fragilità e opportunità di un sistema da costruire
Ripercorriamo alcune tappe dell'esperienza scolastica durante l'isolamento dovuto alla pandemia: i punti di forza e debolezza intrinseci all'organizzazione della secondaria di primo grado sono emersi in maniera ancora più evidente rispetto al passato. Siamo al crocevia fra la tentazione di riprendere a lavorare a testa bassa, riproponendo stesse dinamiche e problemi identici, oppure provare a trasformare in opportunità le difficoltà che questo periodo ci ha messo davanti. A questo punto il digitale può essere uno strumento utile ad ampliare spazi e tempi di incontro e dialogo tra docenti, alunni, famiglie e territorio?
Con Benedetto Spagnuolo, Alessandra Quaresima, Agostino Sapietro. Introduce Nunzia Del Vento.

La formazione della comunità di apprendimento nella DAD: i docenti come sono...
In una scuola secondaria di primo grado come è stata organizzata la DAD?
Quali difficoltà, critiche, opportunità sono emerse dalla sua applicazione?
Tre docenti si confrontano e testimoniano il qualificato impegno della scuola.
Con gli insegnanti dell’Istituto Comprensivo Foscolo di Torino. Introduce Nunzia Del Vento

La scuola secondaria di secondo grado

La cultura è il migliore dei passatempi
Partecipano al video incontro quattro insegnanti di Istituti professionali di Torino e della cintura. Sono testimonianze molto efficaci e partecipate: le insegnanti narrano come si sono assunte la responsabilità di ricostruire, nella condizione eccezionale, un ambiente di apprendimento in grado di contenere lo smarrimento esistenziale in cui i ragazzi stavano cadendo (cosa sta succedendo? me lo spieghi lei che sa).
Lo studio, attraverso la sua forza di organizzare e dare senso al tempo, è diventato un buon antidoto contro l’isolamento fisico, mentale ed emotivo. La ricostruzione di routine di tipo “scolastico” è risultata efficace e cercata dagli studenti. Particolare attenzione si pone nel raggiungere i ragazzi con disabilità; è fondamentale mantenere il contatto riconoscendo e valorizzando le risorse che i ragazzi possono mettere in campo aumentando il loro protagonismo.
Con Antonella Bosco, Maria Cinzia Messineo, Paola Gonella, Fabiana Fabiani. Introduce Domenico Chiesa.

Riconoscersi nell'affrontare difficoltà condivise
Il video raccoglie la testimonianza di tre insegnanti (liceo e Istituto tecnico) che ricostruiscono le escamotage messe in atto per affrontare le difficoltà degli interi tre mesi senza scuola. Ne risulta un racconto multiplo che, pur nella diversità degli ambiti disciplinari e del contesto scolastico, ricostruisce le tappe che hanno segnato l’evolversi degli incontri virtuali: dallo smarrimento iniziale nel ricostruire la relazione nel nuovo contesto mediatico (utilizzando le competenze e le esperienze pregresse), alla ricerca di metodi che potessero costruire forme di avvicinamento degli intenti (condivisione dei problemi e delle responsabilità, mantenimento della dimensione laboratoriale con il project work o il debate).
Oltre alle attività realizzate a distanza restano significative le domande e le idee di miglioramento che sarà possibile portare con sé quando la scuola tornerà praticabile.
Con Sergio Selvaggi, Alfonso Carlone, Jacopo Rosatelli. Introduce Domenico Chiesa

Condizioni per la DaD costruita sulla preesistente comunità educativa
Tre testimoni competenti e riflessivi dell’esperienza degli ultimi quattro mesi, senza scuola, dell’anno scolastico 2019/2020 fanno il punto sulle condizioni che rendono possibile lo svolgimento di attività didattiche a distanza e su cosa hanno imparato sul fare scuola dovendo evidenziarne gli elementi fondanti, gli elementi da riprodurre nelle condizioni emergenziali imposte dalla pandemia.
Emerge come condizione centrale (a parte a disponibilità tecnica e la competenza digitale) la possibilità di poter ricorrere all’esperienza costruita con gli studenti nei mesi precedenti nonché la qualità della collaborazione tra gli insegnanti. Viene posto in evidenza il problema della privacy: le attività a distanza risultano un significativo “esercizio di rispetto” basato sul riconoscimento delle “singolarità”.
Con gli insegnanti di un istituto tecnico della provincia di Torino. Coordina Domenco Chiesa.

Didattica laboratoriale, aspetti positivi e negativi della DAD e modalità di interazione con gli studenti
Un gruppo di insegnanti di un grande Istituto di Istruzione Superiore, nel quale sono presenti tre indirizzi di studio del corso in “Enogastronomia e ospitalità alberghiera “ e un corso di “Tecnico per il turismo”, si interroga su potenzialità e limiti dell’esperienza della DAD, sul difficile tentativo di mantenere viva, tra molte difficoltà, una relazione formativa improntata ad una didattica laboratoriale con forti valenze professionalizzanti. Ne scaturisce un dialogo in cui emerge come centrale e insostituibile la relazione educativa e didattica in presenza, ma anche la scoperta delle possibilità offerte dalla didattica on line soprattutto in vista di una ripresa della scuola nell’anno scolastico nuovo.
Con Paolo Bassi, Chiara Brusa Gallina, Nicoletta Lavarini, Rolando Piazzai, insegnanti dell’Istituto di Istruzione Superiore Maggia di Stresa. Introduce Gian Carlo Cerruti.

La dilatazione dei tempi didattici durante la DAD
Il modo di fare scuola e l’articolazione dei programmi si basano normalmente su una consolidata organizzazione temporale delle attività didattiche. Con il COVID-19 improvvisamente la scuola “normale” si ferma e prosegue con le forme della DAD: quali cambiamenti si registrano nei tempi di apprendimento degli studenti? Come strutturare il tempo delle unità didattiche dell’insegnante? Quanto la relazione on line condiziona il tempo dell’interazione tra docente e studente? E quanto la capacità di attenzione e rielaborazione dei saperi degli studenti? Il tempo della scuola per un verso sembra comprimersi, per un altro dilatarsi. Nella gestione equilibrata di questo doppio movimento sembra giocarsi le possibilità, almeno in parte, di una relazione didattica ed educativa coinvolgente.
Con Maria Rita Burgio, Giovanna Riello, Raffaele Cervellera, Mariapia Perricci, insegnanti del Liceo Regina Margherita di Torino. Introduce Gian Carlo Cerruti.

La formazione professionale

Esperienze di contrasto della dispersione formativa dei giovani e pratiche di laboratorio simulato nell’epoca della formazione a distanza
Nell’epoca della didattica emergenziale a distanza, come riuscire a coinvolgere ragazzi tra i 14 e i 18 anni, spesso con esperienze di insuccesso nel percorso scolastico, in processi formativi? Come realizzare una didattica laboratoriale quando non è possibile frequentare laboratori? E’ attorno a queste domande che un gruppo di formatori mette a confronto idee progettuali ed esperienze originali e riflette su potenzialità e limiti della sperimentazione didattica realizzata.
Con Cecilia Acerbi, Roberto Morselli, Alessandro Arbitrio. Introduce Gian Carlo Cerruti
In collaborazione con ENAIP Lombardia

La formazione duale per gli apprendisti e la didattica laboratoriale nel periodo del lockdown
Come realizzare la formazione di giovani apprendisti impegnati in percorsi per il conseguimento della qualifica professionale nel momento in cui il lockdown ha portato alla sospensione del lavoro per alcuni e non per altri e per tutti è venuta meno la possibilità di svolgere la formazione in presenza e, in particolare, in laboratorio? La risposta è una piccola ma interessante storia di successi e, alle volte, anche di insuccessi nella ricerca di soluzioni innovative e inedite per non far venire meno la relazione educativa e formativa con i ragazzi.
Con Emanuela Golzio, Valter Lo Iacono, Flavia Rianese. Introduce Gian Carlo Cerruti
In collaborazione con ENGIM

Il tutorato dei giovani inseriti in corsi per il conseguimento della qualifica professionale
L'attività di tutorato é un elemento strutturale delle attività formative rivolte ai ragazzi in formazione professionale tra i 14 e i 18 anni. Si tratta spesso di soggetti fragili nel loro rapporto con i processi di istruzione e formazione. Il tutorato intende rispondere in modo personalizzato ai molti loro bisogni. Attività complessa e difficile già nelle normali condizioni della didattica in presenza, ancor più ardua da realizzare con la didattica a distanza. Quali soluzioni hanno ricercato e messo in atto un gruppo di docenti in questa situazione emergenziale?
Con Matteo Faggioni, Francesca Tommasino, Fabio Belci, Silvia Formia. Introduce Gian Carlo Cerruti
In collaborazione con ENAIP Piemonte

Formare tecnici attraverso nuovi modi unendo teoria, pratica ed esperienze di laboratorio simulato
Come formare figure di tecnici specializzati nei diversi mestieri presenti nelle imprese industriali e di tecnici inseriti in percorsi ITS quando l’emergenza da coronavirus rende impossibili la didattica in presenza e la frequenza dei laboratori? Un gruppo di formatori della Scuola Camerana racconta i nuovi modi con cui hanno cercato di realizzare quell’unione di teoria e pratica che costituisce il tratto distintivo dell’approccio formativo della Scuola: messa disposizione degli allievi di software di simulazione, ricorso a video registrazione di interventi su impianti tecnologici, distribuzione di kit didattici per esercitazioni pratiche, condivisione in piattaforma di esercitazioni simulate, ecc.. Le nuove tecniche didattiche non fanno venire meno, tuttavia, la necessità di una relazione diretta e personale tra docenti e allievi come condizione qualificante dei processi di formazione.
Con Varetti Sara, Varone Roberto, Pace Gaspare, Piviotti Matteo, Piviotti Claudio, Cornero Luisa docenti della Scuola Camerana di Torino. Introduce Gian Carlo Cerruti.

Il tutoraggio: aula, famiglie e allievi diversamente abili
Alcune docenti del CIOFS- CPF Auxilium di Lucento, ci raccontano del loro impegno a tutelare la partecipazione di tutte e tutti.
In aula, con le famiglie, con le ragazze e i ragazzi, con le nostre differenze e fragilità.
Insieme siamo ABILI.
Con Federica Beux, Monica Colonna e Silvia Graziano docenti del CIOFS- CPF Auxilium di Lucento. Introduce Rocco De Paolis.
Legati al video si presentano i Project Work di un'allieva del terzo anno, formulato a compensazione dell'interruzione dell'attività laboratoriale in presenza e Project Work di un'allieva del IV anno, avente in oggetto l'azienda presso cui è stato svolto lo stage.
Due lavori esemplificativi dei due fomat di project work richiesti dalla Regione; cambia, inoltre, il margine di autonomia progettuale dell'allievo: nel primo caso, è stata fornita una traccia entro cui muoversi a definizione del compito di realtà da svolgere per l'impresa formativa simulata, nel secondo caso è stato concordato con la classe un indice, successivamente sviluppato dall'allievo a partire dalla realtà aziendale dove aveva effettuato l'esperienza di stage, con un margine progettuale e creativo più ampio.

I CPIA

La Scuola al telefono
L’insegnamento a distanza con gli stranieri adulti di bassa scolarità. Un gruppo di alfabetizzatori si confronta sul difficile compito di mantenere la relazione educativa con la parte più fragile della popolazione scolastica adulta.
Con Giulia Marasso, Laura Ferrero, Michela Borio. Introduce Rocco De Paolis.

DAD - Difficile Apprendere Distanti
L’insegnamento a distanza con gli studenti dei CPIA. Un gruppo di docenti si confronta sulle modalità di relazione e di insegnamento con gli studenti afferenti ai corsi di primo livello nei CPIA affiancando il prezioso contributo, delle voci e dei volti, degli studenti che a distanza continuano a fare scuola.
Con Barbara Venere, Erika Atzori, Stefania Iannucci, Abdoulaye Sidamba. Introduce Rocco De Paolis.

Dal progetto in presenza, al progetto a distanza. ERASMUS K201 Prévenir l’illetrisme par des dispositifs innovants
Erasmus non si è fermato nemmeno durante la pandemia. Il progetto ERASMUS+ KA201 Prévenir l'illettrisme par des dispositifs innovants nasce per affrontare il problema dell'analfabetismo funzionale con metodi innovativi, attraverso laboratori di comprensione del testo e di collaborazione fra studenti. Per l'USR Piemonte, il tutto avviene attraverso adattamento di metodi e contenuti all'istruzione per adulti (CPIA) e grazie all'adeguamento dei contenuti per il lavoro su piattaforme di formazione a distanza.
La proposta innovativa elaborata da questo gruppo di lavoro è adatta a sperimentazioni in scuole di ogni ordine e grado.
Con Rocco De Paolis, Alessandra Ferrari, Giulia Bertagnoli Licio
Siti collegati: roll-descartes.fr - erasmus-illettrisme.fr

Gli enti del territorio

I minori dei CPIA al centro della Comunità Educante
Partendo dai nostri vissuti come educatori che operano all’interno dei CPIA a contatto con minori, condividiamo osservazioni e riflessioni sul perno del nostro lavoro nei territori e nelle scuole: la comunità educante.
La comunità educante che c’era (prima dell’emergenza Covid-19), che c’e’ oggi più che mai e che giocherà un ruolo fondamentale (speriamo) nel prossimo futuro. Un po’ provocatoriamente, in un momento in cui il nostro lavoro di educatori si e’ cosi’ profondamente e radicalmente trasformato per necessita’, ci immaginiamo il prossimo futuro con una ripresa delle attività in presenza e alla luce del nostro lavoro quotidiano da casa, in remoto, senza contatto fisico con colleghi e ragazzi, ci chiediamo: cosa di utile (che sto imparando, osservando, sperimentando) mi porterò dietro da questa esperienza? (immaginandoci una sorta di cassetta degli attrezzi post Covid-19).
Quali speranze , desideri ho per il futuro? E infine concentrandoci sulla voce dei ragazzi che incontriamo solo virtualmente in questo momento: come potrà la comunità dar voce a questi vissuti straordinari e integrarli nei percorsi educativi e formativi?
Con Maria Pambianco, Anna Gentile, Maali Atila Sarih. Introduce Francesca Latorre.

“Essere o avere il ruolo di” educatori, docenti e genitori nella comunità scolastica
Essere o avere il un ruolo è una differenza Frommiana che porta in sé differenze nel vissuto e nell’agito di uno status che sono molto significative soprattutto per alcuni ruoli, in particolare per quelli che implicano una relazione e dunque uno scambio e una reciprocità come quello dell’educatore, dell’insegnante, del genitore.
Questo periodo stra-ordinario è stato di radicale trasformazione delle relazioni e della configurazione dei ruoli (spesso intrecciati) di ciascuno: in che modo si sono dunque trasformati e in forme nuove intrecciati i ruoli-chiave della comunità educante in questi mesi e cosa abbiamo imparato da questa esperienza?
Con Simone Piani, Gabriella Morello, Essediya Magboul, Marta Piolatto. Introduce Francesca Latorre.

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