Riflessioni sul Primo maggio





Articolo di Mauro Zangola


Mauro Zangola, per più di 30 anni direttore del Centro Studi dell'Unione Industriale di Torino, riflette sul lavoro, sul ruolo dei sindacati e su come rispondere a questa enorme crisi economica e lavorativa.

La Festa dei Lavoratori 2020 si è tenuta nelle "piazze" virtuali. Come è stato per lo scorso 25 Aprile.
Ma cos'è rimasto e, soprattutto, cosa rimarrà del lavoro, su cui si fonda l'Italia, come sancito dall'articolo 1 della Costituzione?

Zangola, da sempre attento alle dinamiche lavorative soprattutto per quanto riguarda i giovani e le donne, evidenzia un aspetto: "Il Coronavirus ha anche un merito. Quello di averci fatto scoprire - se mai ce ne fosse stato bisogno - che abbiamo un esercito di precari composto dai lavoratori "discontinui", che rischiano di non vedersi rinnovati i contratti nel mezzo della crisi, e dalle partite iva. Un esercito di 600.000 individui in larga parte giovani, vittime delle politiche del lavoro flessibili perseguite dalle imprese con la complicità dei Governi che si sono succeduti negli ultimi vent'anni. Politiche sfociate nella precarietà, con costi personali e sociali crescenti a carico degli individui, delle famiglie e della comunità".

Qui l'articolo completo: Oggi è il 1° Maggio: con questa crisi drammatica e con questa precarietà, non c'è niente da festeggiare.

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