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Attività del Gruppo di lavoro per la progettazione e allestimento dell’Archivio e della Biblioteca dell’ISMEL

 

Componenti:

 

Fondazione Istituto piemontese A. Gramsci (Matteo D’Ambrosio, Claudio Salin);

Fondazione Vera Nocentini (Paola Asproni, Catia Cottone, Elio Zanoni);

Istituto di Studi storici Gaetano Salvemini (Caterina Simiand, Raffaela Valiani).

 

Il gruppo di lavoro  è operativo dal 6 aprile 2009 allo scopo di analizzare le soluzioni per l’allestimento, l‘organizzazione fisica degli spazi e dei servizi da offrire all’utenza, nonché gli aspetti gestionali legati.

 

Nel corso di oltre un anno e mezzo di attività sono stati organizzati ripetuti incontri con la Regione Piemonte (Direzione Biblioteche, archivi ed Istituti culturali), la Soprintendenza archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta e, in particolare, con  la Città di Torino (Settore edifici per la cultura e Settore musei civici) per individuare le soluzioni progettuali più idonee e le possibili criticità.

 

Il gruppo si è inoltre confrontato al proprio interno per iniziare un percorso, prima conoscitivo delle singole raccolte librarie e dei fondi archivistici, poi progettuale.

Il risultato di questi incontri, che proseguiranno nel corso del 2010-2011, è una bozza di progetto gestionale e architettonico, di quello che sarà il cuore documentale dell’ISMEL.

 

Aspetti gestionali.

 

L’idea condivisa è l’offerta di un servizio nuovo e più ampio rispetto a quello che i singoli istituti offrono nelle loro sedi attuali. Questi gli aspetti principali rilevati:

 

Fondamentale è la creazione di una comune carta delle collezioni, così come una carta dei servizi unificata. Questo potrà facilitare la conoscenza dei tre Istituti all’esterno in modo approfondito.

Attualmente nessuno dei tre Istituti effettua il prestito esterno. L’impegno è quello di renderlo disponibile per le acquisizioni recenti e per il materiale che i singoli Istituti decideranno di mettere a disposizione. Unanimemente si prevede che da tale servizio resteranno esclusi i periodici e i fondi di particolare pregio.

Il percorso conoscitivo delle rispettive raccolte librarie porterà ad una razionalizzazione delle stesse al fine di eliminare le sovrapposizioni prima del trasferimento nei locali di Via del Carmine.

Gestione concordata delle nuove acquisizioni (monografie e periodici). 

Coinvolgimento nella pianificazione degli acquisti e dei servizi delle realtà bibliotecarie territorialmente e disciplinariamente vicine (Biblioteche civiche di Torino, ISTORETO, biblioteche universitarie).

Progressiva unificazione dell’indicizzazione semantica per l’intero sistema documentario al fine di migliorarne la ricerca e la reperibilità. Si farà riferimento al Nuovo Soggettario della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze  che prevede l’inclusione di thesauri  specializzati. I tre istituti partecipano infatti già attivamente al Gruppo di lavoro del CoBis (Coordinamento Biblioteche speciali e specialistiche di Torino) per l’applicazione del Nuovo Soggettario, contribuendo ad implementarne il Thesaurus con descrittori specifici e funzionali alle proprie raccolte.

Ulteriore impegno è l’adozione di un unico sistema di descrizione e di inventariazione del patrimonio archivistico, salvo per il lavoro pregresso.

I tre Istituti si impegnano a mettere in comune le attrezzature e le conoscenze tecnologiche reciproche per ottimizzare le spese e migliorare la qualità del lavoro e dei servizi. 

 

Organizzazione fisica degli spazi e dei servizi offerti

 

La sala consultazione-emeroteca sarà al primo piano, concepita come uno spazio amichevole e accogliente, funzionale e completo, proprio di una biblioteca di moderna concezione. L’ambiente dovrà essere privo di pareti fisse, delimitato idealmente solo dagli scaffali aperti e dagli arredi. La sala di consultazione sarà destinata sia agli utenti dell’archivio, sia a quelli della biblioteca.

 

Per quanto riguarda l’allestimento della sala consultazione si prevede l’utilizzo di:

 

Scaffalature aperte sulle quali verranno sistemati repertori, enciclopedie e le acquisizioni recenti (ultimi 5 anni) collocati auspicabilmente secondo la CDD. Nella sala dovranno essere previsti spazi per le postazioni per la consultazione dei cataloghi, delle banche dati e del materiale digitalizzato.

L’organizzazione del materiale tramite il sistema della scaffalatura aperta richiederà sistemi antitaccheggio e una postazione per l’autoprestito utilizzando la tecnologia RFID Library Systems.

 

Il materiale audiovisivo, i manifesti, le fotografie e le bobine saranno conservati in una sala climatizzata posta nei piani superiori. I singoli oggetti necessitano infatti di sistemazione in armadi specifici.

Tale materiale potrà essere consultato tramite le postazioni multimediali della sala di consultazione, in uno spazio dedicato.

Per ottimizzare gli spazi si è pensato di collocare i depositi destinati alla conservazione del materiale d’archivio in armadi compatti, preferibilmente a comando manuale, nell’area interrata, pari a 160 mq. Una stima approssimativa degli spazi disponibili in questa zona è di 2145 ml. Gli altri locali individuati e assegnati nel medesimo piano, non garantiscono la corretta conservazione del materiale cartaceo e potranno essere adibiti soltanto a magazzino.

Il materiale librario verrà conservato nei piani superiori con le seguenti modalità:

Al piano primo in armadi compattabili a comando manuale e, nella sala consultazione, in scaffalatura aperta, per un totale di 4703 ml.
Nei piani superiori, poiché la struttura dell’edificio non supporta gli armadi compattabili, è previsto l’uso delle scaffalature semplici, per un totale di 1626 ml.

 

Lo spazio disponibile per il materiale documentale distribuito sull’intero edificio è di 8474 ml.

 

Lo studio effettuato dal gruppo di lavoro prende atto dello stato attuale di distribuzione degli spazi tra l’ISMEL e gli altri soggetti presenti nell’edificio.

 

Fondamentale è stata la collaborazione con una ditta autorevole e specializzata in progettazione e allestimento degli spazi di biblioteche e archivi, con la quale si è instaurato un rapporto di costante confronto sulle soluzioni proposte fino ad arrivare ad un’ipotesi di allestimento che ha garantito la prosecuzione della fase progettuale dei lavori di ristrutturazione in accordo con gli uffici tecnici competenti della Città di Torino.

 

Vedi il progetto di distribuzione degli spazi e di arredo per il primo piano dell’edificio, dove troveranno sistemazione la sala di consultazione e una parte di depositi.

 
 
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