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Archivio Fondazione Gramsci Stampa E-mail

L'archivio storico della Fondazione Gramsci nasce nel novembre 1975, pochi mesi dopo la fondazione dell’Istituto Gramsci.

Da subito comincia a ricevere i primi materiali portati da anziani militanti politici e sindacali.

Spesso si trattava di piccoli fascicoli contenenti pochi documenti come volantini, circolari, fotografie e qualche autobiografia.

L’archivio si forma e comincia a strutturarsi nel 1976 con il versamento dei primi grandi fondi come quelli dell'Alleanza Cooperativa Torinese, dell'Unione donne italiane di Torino, dalle prime carte della Federazione torinese del Pci e dal 1977 comincia una continua crescita tramite il deposito di nuovi fondi, sia di persona, sia di organizzazioni.

Questo sviluppo ha portato alla attuale situazione dell’archivio: un centro di raccolta di fondi riferiti, per la maggior parte, alla storia del lavoro e dei lavoratori, a quella sindacale e a quella politica. Una notevole concentrazione di materiali dal 1879 ad oggi si è formata riuscendo a documentare aspetti e periodi abbastanza estesi di tale storia, soprattutto dal secondo dopoguerra in poi.

Nel loro complesso gli oltre 210 fondi archivistici conservati dalla Fondazione piemontese A. Gramsci ricoprono oltre 2200 metri lineari di ripiani (con una media di incremento annuale che si aggira attorno ai 30 metri lineari) e sono l'espressione delle attività di varie organizzazioni locali.

Tra i più significativi  si possono elencare quelli di carattere sindacale che comprendono gli archivi della Cgil Piemonte, della Camera del lavoro di Torino, dei sindacati di categoria, di alcune strutture e di singoli funzionari. Nel loro complesso si tratta di 34 fondi per complessivi 550 metri lineari, il periodo ricoperto va dal 1917 al 1997, con una netta prevalenza documentaria posteriore al 1945. I fondi documentano ampiamente l’attività di contrattazione del rapporto di lavoro, seguita poi da quella nei riguardi della politica economica e sociale soprattutto per l’ultimo trentennio. Scarsa invece, è la documentazione sulle attività degli organismi dirigenti, quindi sull’attività di decisione, ad eccezione della parte che riguarda i congressi. Il fondo più consistente è quello della Fiom-Cgil (Federazione impiegati operai metalmeccanici, 106 metri lineari per il periodo 1945-1986). Si citano altri archivi sindacali di buona consistenza: Filt-Cgil (Federazione italiana lavoratori dei trasporti, oltre 46 metri lineari contenenti materiali dal 1945 al 1989); Fp-Cgil (Funzione pubblica, costituito da più fondi, complessivamente 35 metri lineari dal 1945 al 1990); Sindacato nazionale scuola Cgil (42 metri lineari contenenti materiali dal 1948 al 1988); Filcea-Cgil (sindacato dei chimici, 33 metri lineari contenenti materiali per gli anni dal 1927 al 1990).

Di notevole importanza è l’archivio del partito comunista italiano  nelle sue diverse articolazioni locali (regionale del Piemonte, Federazione di Torino, Federazione giovanile di Torino, zone e sezioni, singoli dirigenti e funzionari), otto fondi per complessivi 105 metri lineari, che copre il periodo dal che va dal 1937 al 1991.

Altri fondi importanti sono: gli archivi dell’Alleanza cooperativa torinese, la più importante cooperativa di consumo sorta nella nostra città (40 metri lineari, 1879-1967); gli archivi delle società di mutuo soccorso di Buttigliera Alta e Cuorgnè (complessivamente 10 metri lineari) per il periodo 1878-1975; uno spezzone dell’archivio della Lega provinciale cooperative e mutue per gli anni ‘60-’70 (12 metri lineari); gli archivi dell’Unione donne italiane provinciale di Torino (9 metri lineari per il periodo 1945-1974) e del Coordinamento genitori per l’iniziativa democratica e antifascista nella scuola (Cogidas, 9 metri lineari per gli anni 1969-1990) e quello della Indesit s.p.a. (550 metri lineari, per gli anni 1956-1995), azienda che produceva elettrodomestici nell'hinterland torinese. L'archivio della Indesit conserva la documentazione relativa al rapporto dell'azienda con il personale dipendente (salari e contributi previdenziali versati dall’azienda, i fascicoli dei singoli dipendenti e poco più).

Inoltre, l'archivio conserva circa 34.000 fototipi (prevalentemente positivi fotografici), circa 3000 manifesti e una nastroteca contenente un migliaio di ore di registrazione, tutti materiali relativi a temi sindacali e politici.

Sin dall'inizio della sua attività la Fondazione ha fornito risorse non indifferenti nel settore archivio, dotandolo di spazi di deposito e di attrezzature idonee che si sono ampliate a mano a mano che si ampliava l'archivio e investendo nella formazione di  personale specializzato, assunto in pianta stabile, la cui ha permesso una continuità nel lavoro, in particolare nei riordini, nelle inventariazioni e nella conservazione per poter offrire alla libera e pubblica consultazione questo grandissimo patrimonio.

I fruitori dell'archivio sono facilitati nelle loro ricerche dalla presenza di diverse banche dati informatiche. La prima raggruppa gli inventari dei fondi cartacei (Sw Gea - Archivi del novecento; Guarini archivi). La seconda è costituita dalle schede descrittive e dalle immagini dei fototipi e dei manifesti conservati nei vari fondi (Sw Guarini Patrimonio culturale). La terza riguarda le fonti audiovisive (registrazioni di riunioni e di manifestazioni del Pci e della Cgil di Torino e di testimonianze orali sulle storie di vita di aderenti a queste due organizzazioni), tutte consultabili dalle postazioni adibite in Istituto e con l’assistenza di un archivista interno.

 

 


 
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